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MONUMENTI, PALAZZI STORICI E ALTRI LUOGHI DI INTERESSE

Castello Svevo – Piazza Re Manfredi

Trani Il castello di Trani è uno dei più belli esempi di fortificazioni fatte erigere in Puglia da Federico II di Svevia. La costruzione, fondata sulla linea di costa del mare Adriatico, fu iniziata nell'anno 1233 e completata, presumibilmente, nel 1249. Nel 1259 vi si tennero le nozze tra Manfredi, figlio di Federico II, ed Elena Comneno, figlia di Michele II Re dell'Epiro. Nei primi anni del 1500, a causa dell'affermarsi di nuove armi da sparo, il castello subì notevoli cambiamenti con demolizioni e costruzioni di nuove parti, tra le quali spicca il bastione lanceolato situato sul versante ovest. Dal 1586 al 1677 fu sede della Sacra Regia Udienza, organo giudiziario, amministrativo e politico della Terra di Bari. Dal 1860 al 1975 è stato sede del carcere giudiziario ed è stato restituito alla fruizione pubblica nel 1998. Aperto tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30.

Torre dell'Orologio – Via Portantica

Edificata a spese del Comune nell’anno 1473, la torre sorge accanto alla chiesa di San Donato; su di essa spiccava un orologio pubblico che era ritenuto uno dei più rari del regno di Napoli. L’esistenza dell’orologio è attestata da un documento, conservato nell’archivio comunale, in cui si evince che il 20 Dicembre 1541 vennero pagati quattro scudi d’oro ad un certo Rinaldo Bors per la riparazione fatta al pubblico orologio. La Torre era la costruzione più alta dopo il campanile della cattedrale. Chiusa al pubblico

Il porto

Trani Ogni anno arrivano numerose imbarcazioni da tutto il mondo; il porto diventa così un vero e proprio albergo sull'acqua, a testimonianza che l'insenatura naturale sulla quale si erge maestoso il campanile della “Regina delle Cattedrali di Puglia” risulta ammaliante con il suo fascino storico e naturale. Ma è affacciandosi al porto a piedi e percorrendolo con lo sguardo da sinistra che si può godere di una visuale suggestiva, quella che fa amare al turista questa città: la sfilata di bellissimi pescherecci a sinistra dai colori intensi e dai nomi evocativi, e la distesa di barche da diporto a destra, entrambi segnali di un mare “abitato”, di un porto funzionante e attrezzato, di una città che ancora guarda al mare, pur senza l'onere di una supremazia da affermare e da difendere. Il porto di Trani ha vissuto nel corso dei secoli momenti di grande floridezza. Il momento di maggiore attività lo ebbe certamente nell'XI secolo, quando vennero emanati gli “Ordinamenta et consuetudo maris”, il primo Codice della navigazione dopo la fine dell'Impero Romano e quando era un importante porto d'imbarco per la Terra Santa al tempo delle Crociate. Federico II lo difese con una catena che ne proteggeva l'ingresso a tutela dei commerci dei mercanti ebrei verso l'Oriente; per arrivare al Quattrocento, secolo di assoluto splendore in cui Trani rappresentò il più importante centro marittimo e mercantile del basso Adriatico, con la presenza di un arsenale della “Serenissima” Repubblica di Venezia.

Casa de Agnete (XIII secolo) – Via Ognissanti

La Casa de Agnete, edificata nel 1283 da Nicola Lombardo, figlio di Giovanni De Agnete, presenta una facciata pressoché integra con una ricca decorazione architettonica. Al primo livello un’elegante bifora, oggi priva della colonnina centrale, dal profilo interno lobato, è sormontata da una cornice triangolare a dentelli poggiante su due piccole colonne; vi sono due monofore ad arco acuto ai lati della grande finestra. Al secondo livello, in posizione centrale, vi è una grande finestra ad arco acuto con mensole poggia tenda.

Palazzo Lambert, già Palagano (XV secolo) – Piazza Mazzini

Il palazzo Lambert, costruito nel 1420 dalla famiglia dei Palagano in un periodo di floridezza economica per Trani, è situato in un punto strategico della città vecchia, la cosiddetta piazza Portanova. Della struttura architettonica originaria permangono la cornice marcapiano ed il portale d’ingresso, caratterizzato da conci disposti a raggiera intorno ad un arco acuto; in cima al portale vi è il blasone della famiglia Palagano. Alla destra del portale, al livello del primo piano tra questo palazzo e palazzo Maggiolla, un fusto di colonna completa di capitello è incastonato nella parete, mentre più in basso emerge una lastra di sarcofago murata, raffigurante un Agnus Dei racchiuso in un medaglione. Il palazzo venne successivamente acquistato e ristrutturato da Ferdinando Lambert, che ivi si rifugiò negli ultimi anni della sua vita.

Palazzo Caccetta (XV secolo) – Via Ognissanti

Il Palazzo, fatto edificare da Simone Caccetta nel 1456, mercante tranese, è da ritenersi una delle opere più interessanti dell'architettura del rinascimento. Nel 1484, Re Ferdinando confisca il palazzo a Simone Caccetta e lo vende per 1000 ducati all'università di Trani. Facciata principale del monumento, in stile tardogotico, nella quale, oltre al portale ad arco gotico a raggiera, sono presenti elementi architettonici di stili diversi, vedasi la bellissima trifora in corrispondenza del portone principale d'ingresso. La tradizione vuole che da questo palazzo la notte del 13 febbraio 1503 partì la notizia per tutt'Italia della vittoria dei 13 cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca sui francesi. È questa la famosa "Disfida di Barletta" che ebbe fisicamente luogo in territorio tranese (Contrada S. Elia). Di proprietà del comune, ha ospitato i governatori veneti fino al 1509, divenendo convento dei monaci Teresiniani nel 1642 e Seminario nel settecento.

Palazzo Torres (XVI secolo) – Piazza Duomo

Il palazzo, nel quale hanno sede gli Istituti giudiziari di Trani, risale alla prima metà del XVI secolo e fu fatto edificare da Martino Torres; la facciata è interamente in pietra ed è divisa orizzontalmente da cornici tese tra corpo e corpo, mentre il prospetto è reso armonico e proporzionato dalle finestre tabernacolari, dal portale e dalle tre balconate. Palazzo Torres ospitò dal 1817 il più importante organo giudiziario della Terra di Bari e d'Otranto, e dal 1681 al 1923, la Corte di Appello delle Puglie.

Palazzo Addazi (XVII secolo) - Piazza Duomo

L'edificio sorge a pochi metri dal campanile della Cattedrale, verso mezzogiorno, nel quale, per volere dell'arcivescovo Fra Diego Alvarez, fu istituito il Seminario. Ricostruito ab imis qualche decennio fa, è stato sede provvisoria del Museo Diocesano e conserva la lapide del 1627 che ne documenta la destinazione d'uso. È oggi sede della pinacoteca del Museo Diocesano.

Palazzo Candido (XVII secolo) – Piazza Cesare Battisti

Costruito nel XVII secolo da Domenico Lanza è passato poi alla famiglia Candido. Dal 1834 al 1964 ha ospitato gli uffici comunali. Oggi è sede di Uffici Giudiziari.

Palazzo Petagna-Vischi (XVII secolo) – Via Accademia dei Pellegrini

Costruito da Partenio Petagna, a ridosso del palazzo Torres, verso mezzogiorno, fu ereditato dai Vischi prima, e successivamente dalle famiglie Carcano e Lepore, e infine acquistato dal Comune nel 1811 che lo destinò a sede del Tribunale.

Palazzo Arcivescovile (XVII secolo) – Via Beltrani

Il palazzo della famiglia Rogadeo venne acquistato dall'Arcivescovo Fra Diego Alvarez (1606-1635), diventando quindi sede dell'Arcivescovado. Nello stesso secolo XVII, per volontà dell'arcivescovo Giovanni Battista del Tinto, furono operati radicali e importanti restauri, soprattutto in merito alla facciata del cortile. Solenne nelle proporzioni, suggestiva nel triplice ordine di arcate sostenute da pilastri a conci ben lavorati, essa rappresenta la componente architettonica più interessante dell'antico plesso. Le chiavi di volta di ciascun arco sono formate da mensole sagomate, mentre due balconate con due rispettive e leggiadre balaustrate arricchiscono i livelli superiori. Inseriti in queste e in asse con i pilastri di sostegno degli archi, figurano quattro stemmi identici dell'arcivescovo Del Tinto.

Palazzo Lepore Campitelli, già Cerdani (XVII secolo) – Via Beltrani

L'edificio, che nel 1637 figura proprietà del Monastero di San Giovanni Lionelli, custodiva davanti al portone una mezza colonna utilizzata come sedile. Fu ristrutturato e ridotto all'attuale forma nel secolo XVIII.

Palazzo Carcano (XVII secolo) – Via Beltrani

Fronteggiante su via Beltrani quello Cerdani, fu acquistato dalla munificenza dell'arcivescovo Francesco Paolo Carrano (1907-1915) e destinato a “raccorvi in perpetuo ed educarvi le povere orfanelle abbandonate” a cura delle suore Antoniane.

Palazzo De Luca (XVII secolo) – Via Beltrani

Il palazzo, posto di fronte al Monastero di S. Giovanni Lionelli, nel '700 fu della famiglia De Luca. Oggi è noto come palazzo Carcano.

Palazzo Beltrani, già Passasepe (XVII secolo) – Via Beltrani

Affacciato sull’omonima strada nel borgo antico, è un luogo rappresentativo della città, in quanto esser stato nell'Ottocento la dimora di Giuseppe Beltrani (per due volte sindaco), vero e proprio mecenate delle arti, tanto da promuovere i restauri del teatro comunale (purtroppo demolito nel 1958) e da essere committente del sipario dipinto da Biagio Molinaro. La famiglia Beltrani - che ha dato i natali anche al celebre storico Giovanni - ha sempre ospitato in questo Palazzo un cenacolo di intellettuali e artisti. Il passato rende, così, ancora più saldo il legame con l'attuale rifiorire della vita culturale della città. Il palazzo presenta una bella facciata con la parte superiore intonacata e adornata con fregi alle finestre e la parte basamentale con ricorsi bugnati in pietra. Dopo anni di restauro l'edificio accoglie al suo interno la mostra permanente di un altro tranese illustre il pittore Ivo Scaringi (1937 – 1998).

Palazzo Gattola Mondelli, già Piccione (XVII secolo) – Piazza Mazzini

L'edificio, che fu della famiglia Piccione e il cui lato occidentale si affaccia su piazza Portanova, passò nel '600 in proprietà dei Gattola Mondelli.

Palazzo Gadaleta (XVII secolo) – Piazza Trieste

Edificato nel Seicento da una nobile famiglia originaria di Molfetta, presenta un aspetto possente e severo, messo in risalto dalla muratura in bugnato rustico. L’edificio ingloba al suo interno l’antica chiesa di Santa Lucia, risalente al 1145, subito abbandonata e sconsacrata per far spazio ad un deposito navale. Per circa un cinquantennio a partire dal 1862, ha ospitato alcuni uffici del tribunale. È stato inoltre sede del collegio San Paolo delle suore Angeliche, mentre oggi vi sono gli uffici della Procura della Repubblica.

Palazzo Sifola (XVII secolo) – Via La Giudea

Lo stabile è dotato di una balaustrata nel portone ed è posto lungo via La Giudea, nelle immediate vicinanze della chiesa dei Santi Quirico e Giovita (oggi Sant'Anna).

Palazzo Petta, già Lopez (XVII secolo) – Via La Giudea

Sorge dirimpetto al palazzo Sifola, laddove via La Giudea si incontra nei pressi della chiesa di San Nicolino con via Arcangelo Prologo e che oggi appartiene alla famiglia Petta, gelosa custode dell'antico palazzo cui non lesina le opere di manutenzione.

Palazzo De Angelis (XVII secolo) – Via Mario Pagano

Appartenuto ad una delle più potenti e facoltose famiglie tranesi del Seicento e del Settecento, fa mostra di sé con le sue caratteristiche facciate a bugna, tra le vie Marsala, Mario Pagano e Pedaggio Santa Chiara.

Palazzo Ventricelli, già Vischi (XVII secolo) – Via Ognissanti

Appartenuto ad una delle famiglie più importanti della Trani del Settecento, si presenta nel livello inferiore con muratura rustica mentre il livello superiore è rivestito da bugne quadrangolari. Sugli spigoli del palazzo sono inseriti gli stemmi di famiglia mentre l’effetto scenografico del grande portale è dovuto grazie al tipo di bugnato usato che ne fascia l’intera superficie.

Palazzo Quercia, già Palumbo (XVIII secolo) – Via Statuti Marittimi

Misurato ed elegante, nella sua compostezza, palazzo Quercia, edificato da Gerolamo Palumbo nel 1755, costituisce una vera e propria perla architettonica del Settecento tranese. È il tipico palazzo monumentale settecentesco, segno tangibile della floridezza e del benessere che caratterizzava Trani in quel tempo. Le sue qualità si esprimono nella sobrietà e nella compostezza delle linee architettoniche e delle ornamentazioni. In virtù della sua bellezza e fama, ivi hanno soggiornato personaggi molto importanti come i reali Ferdinando e Carolina, con il figlio Francesco, nel 1797 e re Giuseppe Bonaparte, nel 1807.

Palazzo Soria, già Di Gennaro (XVIII secolo) – Via Statuti Marittimi

A brevissima distanza dal palazzo Palumbo, fu edificato tra il 1776 e il 1778 da Mauro Corrado Di Gennaro di Castelmuzzo, appartenente alla nobile famiglia di origine molfettese, il palazzo che fu sede della Sacra Regia Udienza negli ultimi anni della sua permanenza a Trani. L'edificio, che passò poi alla famiglia Soria, ha una dignità architettonica ed un equilibrio cinquecentesco: nella facciata l'ordine rustico in pietra scompare all'altezza del primo piano, per dar luogo all'ampia superficie liscia, intonacata e rinserrata fra le bugnature a pettine degli spigoli. L'insieme è illeggiadrito dalle colonne abbinate che sostengono il balcone e dalle semicolonne con capitelli d'ordine corinzio poste a protezione degli spigoli bassi dell'edificio.

Palazzo Antonacci Telesio (XVIII secolo) – Piazza Quercia

Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci, come testimonia lo stemma di famiglia posto all’ingresso, il palazzo fu ampliato verso oriente dopo la demolizione delle mura federiciane, su progetto dell’architetto Luigi Castellucci, assumendo le strutture e la forma attuale ed adeguando la facciata principale allo stile neoclassico. Al suo interno è ospitato il museo delle carrozze, delle quali sono esposti svariati modelli – da mattino, da sera, da dama, da caccia – oltre a divise di cocchieri e finimenti per cavalli.

Palazzo Valenzano (XVIII secolo) – Piazza Sacra Regia Udienza

Fatto edificare da Andrea Valenzano nel 1762, è situato sull’antica strada del Tribunale. Il fronte, sobrio negli elementi decorativi, è ripartito in due livelli da una cornice marcapiano. Il contrasto tra i due ordini – quello inferiore bugnato e quello superiore liscio – è riequilibrato dalle linee morbide degli spigoli che delineano stipiti ed arcone del portale. Dal 1790 al 1799 è stato sede della Sacra Regia Udienza, attualmente ospita l’Archivio Notarile Distrettuale. Nell’archivio sono conservati documenti storici di notevole pregio, oltre agli atti notarili riguardanti gli undici comuni del distretto di Trani stilati tra il 1498 ed il 1886.

Palazzo Covelli, già Forges Davanzati (XVIII secolo) – Via Ognissanti

Palazzo Covelli, già di proprietà della famiglia tranese De Boctunis, venne acquistato nel 1753 dalla famiglia Forges Davanzati, che lo ristrutturò completamente, aggiungendovi il secondo livello. Due elementi risaltano subito allo sguardo: il portale di stampo tipicamente settecentesco, sormontato dal blasone della famiglia Forges Davanzati, e le balconate ad angolo con una nutrita serie di mensole sagomate. Sul lato di fondo del cortile del palazzo s'innalzano due ordini di arcate con delle pregevoli balaustre, dietro cui si snoda lo scalone che conduce ai piani superiori.

Palazzo Fabiano, già Filangieri Pignatelli (XVIII secolo) – Piazza Sedile San Marco

L'antico palazzo Filangieri, appartenuto successivamente alla famiglia Pignatelli di Napoli, è posto nel vicinato di San Marco a segnare l'angolo tra via La Spina e via Ognissanti. Restaurato nella forma e nella struttura attuale nel 1772, soprattutto con la trasformazione in balconi delle finestre esistenti, per opera della famiglia Laghezza subentrata ai Pignatelli, l'edificio ha sobrietà di linee e sicura dignità architettonica.

Palazzo Bianchi (XVIII secolo) – Via Arcangelo Prologo

Il palazzo di Domenico Bianchi, Barone di Donnasibilla, già di proprietà della famiglia Del Giudice, posto su via La Spina, venne ridotto dal nuovo acquirente alla maestosa struttura maestrale e corredato da un ricco ed artistico maestrale.

Palazzo Filisio (XVIII secolo) – Piazza Sacra Regia Udienza

L'edificio prende il nome dalla famiglia di orologiai che lo costruì. Molto elegante nei lineamenti, presenta i prospetti in bugnato rustico al livello inferiore e completamente lisci al livello superiore, con finestre a timpano tabernacolari. Oggi vi è un piccolo albergo.

Palazzo Sarlo (XVIII secolo) – Via Mario Pagano

Lo stabile, dall'austera struttura a tutta pietra, sorge sulla strada del Conservatorio, nel vicinato di San Giacomo.

Palazzo Cilla (XVIII secolo) – Corso Regina Elena

Il palazzo Cilla, con un caratteristico ampio loggiato antistante l'accesso principale, posto nel largo di Santa Chiara, nell'ottocento ospitò per qualche anno gli uffici del Comune.

Palazzo Discanno (XIX secolo) – Corso Vittorio Emanuele II

L'edificio, eretto sul declinare del secolo XIX, si presenta ben equilibrato e di piacevole effetto su una bassa zoccolatura a tutta pietra, si avvale per un singolare gioco pittorico di luci ed ombre di una bugnatura regolare e pronunciata fino all'altezza del primo piano. Le finestre, che scandisco euritmicamente la superficie sono dotate di timpano a tabernacolo, mentre il corpo centrale che racchiude il portale è interessato da quattro lesene con semicapitelli. Assai eleganti i balconi angolari e quello centrale, dotato di mensole sagomate e sostenuto da leggiadre colonne.

Palazzo Pugliese (XIX secolo) – Corso Vittorio Emanuele II

Il palazzo fronteggia sul corso Vittorio Emanuele quello Discanno ed è stato realizzato quasi negli stessi anni. Dotato di ampie logge laterali, che accentuano il carattere sobrio ed elegante del primo piano, l'edificio presenta i suoi elementi caratteristici del motivo della cornice marcapiano a dentelli, richiamato nei timpani delle aperture al pian terreno, nelle cornici a pettine delle finestre centinate e nel cornicione ad archetti pensili con peducci, che corona tutto in giro la sommità del palazzo. La parte centrale dell'edificio per tutta la lunghezza della bella balconata in marmo, ingentilita da elegante motivo apparentemente traforato, è scandita da quattro leggere lesene che inquadrano il portale ad arco tondo. L'insieme è di sicuro effetto scenografico.

Palazzo Campione (XIX secolo) – Piazza XX Settembre

Il palazzo sorge sul piazzale della stazione ferroviaria e trae dalla semplicità delle sue linee gli elementi che ne fanno un bell'esemplare dell'architettura tranese del secolo XIX. La facciata principale presenta, rinserrata tra due lesene, una lunga balconata e, fiancheggiato da due basse finestre, il portale centinato con una mensola in chiave. Al primo piano, in asse con il portale, l'apertura centrale, anch'esse centinata, ha lo stesso motivo decorativo inferiore. Il palazzo nell'insieme dà un senso di serenità e di compostezza, che è facile cogliere.

Palazzo Fabiano (XIX secolo) – Corso Cavour

Lo stabile è stato eretto nel 1892 là dove corso Cavour si immette in piazza Plebiscito. L'imponenza dell'aspetto e l'armonica proporzione delle parti deriva all'edificio dal gusto quasi cinquecentesco ad ordini sovrapposti con il quale è stato realizzato, così da conseguire una sicura dignità. Il palazzo ha zoccolatura e rivestimento del piano terra a bugne piatte in pietra, con motivo a raggiera sulle aperture e presenta le lunette dell'euritmica ed intensa serie di balconi dei piani superiori interessate da decorazioni a stucco. Il portale, con una scultura raffigurante il leone di San Marco in chiave, ha armonico rapporto col balcone centrale, caratterizzato da ricca ornamentazione.

Palazzo Del Curatolo Distaso, già Maioni (XIX secolo) – Corso Imbriani

Il palazzo, la cui costruzione fu ultimata nel 1984, sorge nelle immediate adiacenze della stazione ferroviaria. Dotato di alta zoccolatura in pietra e di un portale dalla semplice struttura, l'edificio ottiene effetto chiaroscurale dal spartito rustico orizzontale del piano terra e dalle cornici delle aperture centinate. Le logge angolari, illeggiadrite come il balcone centrale da balaustrate, danno maggior risalto al corpo di fabbrica superiore che presenta una grossa bifora inscritta in un arco a tutto sesto. Nella lunetta di questo vi è lo stemma dei Maioni, realizzato ad alto rilievo, mentre due possenti telamoni in pietra, tarda testimonianza di una tramontata vena manieristica, fanno bella mostra di sé come pilastri.

Palazzo Barbera (XIX secolo) – Via Pietro Badoglio

Fatto costruire alla fine del secolo da Baldassarre Stea, l'edificio possiede un aristocratico senso della forma e del colore. La sapiente collocazione delle finestre, dotate di balaustrate a giorno e di timpani triangolari nella superficie muraria del piano superiore, sembra annunciare la pittorica eleganza del corpo centrale che presenta al piano terra quattro colonne in marmo di ordine ionico, sulle quali poggia la bella balconata. Superiormente quattro lesene composite scandiscono lo spazio in tre parti, nelle quali si inseriscono in asse con quelle inferiori, le tre aperture centinate che sono fiancheggiate da semicolonne dotate di capitelli.
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